Quando il sangue contiene alte concentrazioni
di glucosio, come si verifica in caso di diabete, alcune di queste molecole
si legano all'emoglobina, formando appunto l'emoglobina glicata.
Questa nuova proteina, più ingombrante e meno agile, non è in
grado di veicolare ossigeno con la stessa efficacia della semplice emoglobina,
determinando pertanto una minore ossigenazione di diversi distretti dell'organismo.
Attualmente, molte evidenze cliniche, sembrano dimostrare che la glicazione
(addizione di glucosio) è un fenomeno comune anche ad altre proteine
dislocate a livello di occhi, nervi e reni.
Anzi, proprio la glicazione, sembra essere una delle principali cause del danno
d'organo registrato in presenza di diabete.
Tramite un test specifico è possibile conoscere
con precisione il livello di glicazione dell'emoglobina.
Questo dato è importante per due ragioni:
Tanto più alta è la glicemia,
tanto più glucosio si lega all'emoglobina, quindi i livelli di emoglobina
glicata rispecchiano i valori glicemici
L'adesione del glucosio all'emoglobina è
un processo lento, che può impiegare anche diverse settimane, pertanto
la concentrazione di emoglobina glicata ci fornisce una stima retrospettiva
dell glicemia per un periodo di circa centoventi giorni.
Considerando che i danni dell'iperglicemia si hanno
solo in seguito ad un'esposizione prolungata si intuisce l'importanza di mantenere
basso il livello di glicazione dell'emoglobina.
Va tuttavia precisato che non è possibile
stabilire una concentrazione soglia di emoglobina glicata al di sotto della
quale sicuramente non si avranno complicanze ma, in linea generale livelli al
di sotto di 7,7 % sono ritenuti accettabili, livelli inferiori a 5,5 % sono
considerati normali.