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L'infusione continua sottocutanea di insulina

La terapia con il microinfusore nasce dall'intento di mimare il fisiologico funzionamento del pancreas, rilasciando continuativamente, nell'arco delle ventiquattro ore, piccole quantità di insulina e aumentando la secrezione durante i pasti per far fronte alle esigenze dell'alimentazione.

Pertanto il microinfusore rilascia una dose basale (continua) programmabile di insulina durante tutte le ventiquattro ore, alla quale si sommano le dosi bolo (intermittenti) che rispondono alla maggiore richiesta dell'ormone, da parte dell'organismo, che si verifica in seguito ai pasti.

Quasi tutti i microinfusori, grazie alla possibilità di scegliere tra diversi profili basali, possono essere programmati in modo da poter bilanciare al meglio le dosi basali con il fabbisogno insulinico delle varie fasi della giornata.

Anche le dosi bolo possono essere di diverso tipo e si distinguono in base alla velocità di erogazione dell'insulina che potrà essere scelta in funzione delle esigenze di assunzione.

Il microinfusore, inoltre, utilizza solo insulina ad azione ultra-rapida, simile a quella pancreatica, che presenta una variabilità di assorbimento inferiore al 2,8 % (contro il 52 % dell'insulina lenta), garantendo, in tal modo, una buona riproducibilità dei risultati e la possibilità di ottimizzare la terapia.

La rapida insorgenza d'azione di questo tipo di insulina la rende particolarmente utile, quando somministrata come dose-bolo, a contenere i picchi glicemici dopo i pasti (iperglicemie post-prandiali).

Sfruttando la cinetica dell'insulina ultra-rapida, il paziente ha la possibilità di somministrarsi la dose bolo anche durante o subito dopo i pasti, potendo in tal modo bilanciare meglio la quantità di insulina in funzione dei carboidrati introdotti, senza dover necessariamente programmare il contenuto del pasto da consumare e l'orario.

Allo stesso modo, a differenza dell'insulina lenta, il cui effetto si protrae nel tempo, l'attività dell'insulina ultra-rapida può essere tempestivamente "spenta" qualora le circostanze lo richiedano (intenzione di praticare sport, ipoglicemia, etc.).

Quando si utilizza un microinfusore è sufficiente ruotare il punto d'inserzione dell'ago nell'ambito della stessa zona anatomica, solitamente addominale, contribuendo in tal modo sia a ridurre la variabilità di assorbimento dell'ormone, che ovviamente è diversa nelle varie parti del corpo, sia l'accumulo di insulina in depositi sottocutanei da dove, in seguito al movimento, l'ormone potrebbe essere rilasciato comportando un'inevitabile crisi ipoglicemica (ipoglicemia da movimento).

Un grande vantaggio pratico del microinfusore, è quello di ridurre il numero di iniezioni (da diverse punture al giorno si passerà ad una ogni tre giorni, in occasione della sostituzione del set).

Questo tipo di terapia risulta inoltre particolarmente vantaggioso:

  • per soggetti molto sensibili all'insulina (potranno assumere il farmaco frazionato in piccolissime dosi, con un livello di precisione non raggiungibile con le iniezioni).
  • per quanti desiderano ridurre il rischio di sovrainfusioni (potranno beneficiare dell'accurato frazionamento delle dosi).
  • per pazienti affetti dal fenomeno alba (con il microinfusore è possibile programmare per essi una dose più idonea per ogni ora del mattino per limitare l'aumento glicemico conseguente alla diminuzione dei livelli di insulina).
  • per soggetti diabetici che presentano i sintomi delle complicanze, (potrebbero conseguire un controllo glicemico più stretto al fine di contenere o ridurre la progressione del danno).
  • per quanti, per lavoro o per scelta, hanno una vita caratterizzata da continui cambiamenti negli orari dei pasti, del riposo, dell'attività fisica (potranno aumentare la flessibilità del loro stile di vita).
  • per le donne diabetiche gravide (possono conseguire e mantenere uno stretto controllo metabolico ed evitare problemi al feto).

Tutti coloro che incontrano difficoltà a mantenere uno stato di benessere (chetoacidosi ricorrente, frequenti ospedalizzazioni, etc.) potrebbero essere ottimi candidati per l'infusione continua sottocutanea.

Allo stesso modo soggetti che, pur non mostrando evidenti problemi di gestione del diabete, non ottengono buoni risultati con la terapia convenzionale, potrebbero rivolgersi con successo a questo tipo di terapia.

Bambini ed adolescenti e chiunque altro desideri avere uno stile di vita quanto più possibile "normale", includendo di tanto in tanto "qualche strappo alla regola", si dimostrano entusiasti dell'utilizzo di un microinfusore.



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